L’estate sarebbe stata mento carica di impegni rispetto a tutto il periodo precedente, dopo aver rifiutato mentalmente l’idea di essere la solita sarda che per le vacanze va in Sardegna, ho prenotato un biglietto per andare in vacanza in Sardegna.

Il post che apre le danze su instagram è quello sopra e, per i giorni a seguire, ho raccontato qualcosa di come abbia trascorso il mio mini periodo di ferie nell’Isola.

Al rientro mi aspettava il concerto degli 883 con mio marito, che mi ha raggiunta per il giorno del suo compleanno e, dopo esserci visti a Natale tra un giorno rosso e uno arancio e il coprifuoco costante, ci siamo divertiti tantissimo.

Cosa ho realizzato dopo quest’anno distanti e lontani da casa?

1. Le storie a distanza sono massacranti. Non per la distanza, in sé, ma perché nei momenti di emergenza non si possono far magie che leniscano preoccupazione e ci permettano di fare il possibile per aiutarsi a vicenda.

2. La distanza però aiuta a riflettere e mettere in prospettiva tutto. Le cazzate che fanno discutere nel quotidiano si guardano da un nuovo punto di vista, in cui i protagonisti siamo noi e altre persone, in posizioni invertite il più delle volte e… da un’ottica diversa, gli errori commessi in passato diventano tanto cristallini da far impallidire.

3. Il lavoro sbagliato è capace di rovinare l’esistenza. Quando sono rientrata in Sardegna, sono passata a salutare ex colleghi e superiori. Sorrisi e dissapori svaniti, chiacchiere serene e pace – in primis, la mia – totali! Mi hanno trovata diversa, migliorata, felice, luminosa. Il bar non era il mio lavoro da molto tempo e non avevo il coraggio di lasciarlo andare; il giorno che imparerò a mollare la presa abbastanza in tempo, avrò vinto una delle battaglie più importanti.

4. Amo la mia casetta, nonostante tutto. Immersa nel silenzio e nella pace, indipendente e legalmente mia. Un angolo di mondo che costa sacrifici e che mi ha coccolata per tutto il tempo della vacanza. Il caffè la mattina, il pomeriggio sotto l’ombrellone e i barbecue di notte. Un giorno avrà tutto senso, la sua stabilità sarà la mia salvezza.

5. L’instabilità è una risorsa. Sto valutando la bellezza del non avere certezze, la sfida del doversi garantire ogni giorno ciò che rende la vita dignitosa ma anche la libertà di non essere immobile alternandomi tra i soliti quattro punti. Ci sono strumenti che rendono tutto semplice pur non avendo una base fissa, ma finché non si considera un nuovo stile di vita, non ci si organizzerà mai per poterlo affrontare al meglio.


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