Rendere confortevole il TUO luogo è la chiave

L’anno scorso ho allestito la mia stanza laboratorio, dove stampo le agende e scrivo, elaboro idee e le metto in pratica, filmo video, archivio documenti, ripongo prove andate male e partorisco tantissime creazioni della mia anima e della mia mente.

Il primo elemento, quello davvero caratteristico, è stato il piano di lavoro.
Mio padre ha scelto una tavola grande abbastanza da coprire l’intera lunghezza dell’ambiente e l’ha montata con dei reggi-mensola sufficientemente robusti, disposti perché rendessero solida la struttura per tutta la sua ampiezza.
Inizialmente riposi ogni strumento sul piano: plastificatrice, stampante, computer, plotter da taglio, impianto audio.
Col tempo, questa scelta essenziale ha provocato tantissimo caos.

Me ne sono accorta perché, nonostante abbia questa meravigliosa camera tutta per me, con tutto quel che mi serve per realizzare progetti e scrivere con il portatile, spesso mi ci sentivo a disagio e preferivo spostarmi con due o tre strumenti nel salone, dove il tavolo è ampio e non occupato da nulla di irremovibile.

Urgeva una soluzione, così, qualche giorno fa, mi sono vestita da Mario Bros e ho inforcato il trapano a percussione per sistemare delle mensole parallele al mio piano.

Le aveva portate da me sempre il fantasmagorico papà che, considerando la necessità di mensole per la cabina armadio, ha racimolato materiale per fare alcune prove a casa mia.
La cabina armadio va ancora rifinita ma quelle mensole non ci entreranno mai.

L’idea di aggiungere piani per liberare la scrivania è nata proprio perché ho un impianto audio collegato al portatile che, per quanto utile, occupa una superficie importante.
Finito di montare la prima mensola, c’era ancora molto caos perché la plastificatrice e il plotter – che non uso con regolarità – non sapevano dove trovare un alloggio fisso quando inutilizzate.
Sono ripartita da zero: segnato i punti sul muro, bucato, tassellato e montato tutto con dei cacciavite componibili che ho acquistato da Eurospin che si sono rivelati un ottimo acquisto (di questo, parliamo tra poco).

Dopo aver sistemato i macchinari più ingombranti, è arrivato il momento di dare una casetta anche ad alcuni elementi decorativi e pratici da avere a portata di mano.
Il planner Paperchase e il bullet journal avevano bisogno di una collocazione abbastanza raggiungibile da seduta ed è stato fondamentale aver lasciato un grande spazio tra le prime due mensole.
Al centro, quindi, ho scelto di mettere due reggi-libri che delimitino la zona dove ripongo agende, quaderni e planner che mi servono sempre vicini e alcuni elementi decorativi fai da te, una sfera di vetro dove raccolgo piccoli accessori e e il mio porta-brochure con gli adesivi che uso per chiudere i pacchetti delle mie creazioni in carta.

Nell’appartamento in cui vivevo prima, avevo una scaffalatura di ferro molto semplice e, visto che avere taglierine e rilegatrici vicino non mi sembrava male, ho aggiunto anche questo elemento lateralmente al banco e, per dargli più stabilità l’ho costruito a tre piani e tassellato al muro.

In cima, c’è la mia macchina da scrivere Olympia, ricevuta un Natale di tantissimi anni fa.
Con lei ho capito quanto amassi scrivere.
Sostituiva la macchina da scrivere giocattolo ricevuta al compleanno dell’anno prima, della quale ho finito l’inchiostro nel giro di pochissimi mesi.
Lei era bianca, viola e verde ed era di plastica – un gran peccato non averla più – e, quando misi il primo foglio dentro, finsi di trascrivere un’intervista fatta a Britney Spears.
Posseggo ancora oggi quel foglio perché diventò parte di un giornalino che confezionavo ogni mese, l’avevo chiamato Gossip e ho le varie copie conservate negli scatoloni che devo ancora smistare per la casa.

Strumenti: Chiavi a Bussola, Set.

Li ho erroneamente chiamati cacciavite; in mariobrosese pare, invece, si definiscano chiavi a bussola.

Vi è mai capitato di fare un giro nello stand non alimentare di Eurospin?
Sfogliando il volantino online potete sapere in anticipo cosa vi aspetti in quel luogo di meravigliosa perdizione, quindi se siete curiosi questo è il link diretto!

Ma, tornando alla mia stanza del piacere, mio marito mi ha mostrato come avvitare la prima vite del primo piano sospeso, illuminandomi circa la possibilità di distribuire la fatica di avvitamento con gli ausili della composizione che potevo ottenere mixando i vari pezzi del cofanetto di chiavi.

Nell’ultima foto ho fatto un assemblaggio di esempio: ho unito la base con due dei pezzi in dotazione, poi ho scelto una punta per chiudere la composizione.
Quando necessario, ho potuto usare un braccetto prolunga con il pezzo finale sempre uguale.
Il bello è che ogni pezzo si monta perfettamente con tutti gli altri, perché non vi siano limiti nella composizione.

Mi si è aperto un mondo, non ho quasi mai desiderato con ardore un avvitatore elettrico.

Forse 🙂

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