Peccato veramente

Son giorni che sento parlare del turista bolognese che ha protestato dopo aver notato che non è vietato, ai Sardi, frequentare le spiagge della loro isola di residenza.

Non mi ero soffermata a leggere il suo geniale pezzo su Tripadvisor: tanti, tra i miei amici su facebook, hanno riportato lo screen e un loro contributo e mi hanno aiutata a capire – anche da lontano – quale fosse il centro della questione.

Mi ha fatto un po’ incazzare la cosa – ma ci sono abituata, dato che lavoro in aeroporto da sei anni e alcuni esemplari di turisti colonizzatori mi son capitati – però non mi sono addentrata nella questione fino ad oggi.

Abbiamo fatto tutto questo casino per un troll che non sa neanche fingere una reale indignazione?

Non è parso anche a voi un pirla che sognava i suoi cinque minuti di fama e ha fatto un tentativo, gli sono arrivati i risultati e “che culo! mi è proprio venuta bene!!”?

Come ha fatto a farvi incazzare?
Non ama la confusione e non vede spiagge belle da mai, credeva che il solo fatto che lui passi l’intero periodo lavorativo senza tregua faccia di noi delle bestie uguali a lui che aspetta le ferie per mettere il naso fuori casa.

Hanno un po’ tutti questa convinzione, quelli che non lavorano nel campo del turismo: i vacanzieri ti danno da mangiare, quindi ringraziali per ogni esalazione petale che emettono.

Noi camerieri sardi non abbiamo le ferie in agosto, però andare al mare e prendere il sole non l’hanno tolto dalla nostra lista di desideri quando siamo nati e qualcuno ha deciso che saremmo diventati waiters.
Noi receptionist sardi non siamo pagati così tanto che le vacanze al mare possiamo farle nel periodo dell’anno in cui ci lasciano liberi dal lavoro: a dicembre, in Brasile c’è il sole, però costa un botto e non è bello, vicino e nostro come Punta Molentis.

Il cliente pagante è una bestia rara e velenosa: mentre bevi un bicchiere d’acqua e lui aspetta che tu apra le serrande del bar ti guarda fisso negli occhi come se gli stessi rubando il cibo dalla bocca, bevendo quel sorso.
Son convinti che loro sì e tu no.

La più bella rivincita?
Esserci, altro che protestare.

Invadere le nostre spiagge, vivercele, amarle, uscire e divertirci.

Con loro in mezzo ai coglioni, a ricordargli che un biglietto aereo che li riporterà a casa loro c’è, per noi – da casa nostra – bastano quindici minuti in macchina.