A mio fratello, bentornato dal buio

Ti amo così tanto.

Le tue parole di rinascita, mentre osservi i colori e te ne riappropri, sono acqua fresca per me. Finalmente.

Siamo cresciuti in simbiosi: stessi giochi, stesso ambiente, stessi passatempi, stesse idee.

Su quattro, in mezzo al mondo, con le nostre biciclette tra gli alberi del boschetto sul mare.

Con i ragazzini e le ragazzine del villaggio, insieme a loro, ma soprattutto noi.

C’è stato il giorno che ti ho protetto, anche se sei più grande di me, perché sapevo già che il mondo è popolato dai forti ma pretendevo ci fosse uno spazio dorato anche per te, garantito.

Se qualcuno lo avesse occupato, io l’avrei buttato giù.

Perché non lo so, il motivo del mio trascendentale amore per te non esiste a parole, risiede nella nostra casa sull’albero, nella P di pepatolo, nel magazzeno di papà, nelle biciclette e nel mare, nella veranda con le cianfrusaglie, nel tavolo da biliardo dove ci siamo inventati il golf da tavolo dopo aver visto “Tutti in campo con Lotti”, nelle nostre sveglie all’alba per vedere il sole e le notti in piedi perché il cielo era fantastico con tutte quelle stelle.

Ci credo che non ti trovi bene nella società.

Nessuno guarda il cielo con i nostri occhi, la luna, le costellazioni, il sorgere del fuoco dietro le montagne.

Litigavo con te perché mi faceva incazzare vedere mentre ti lasciavi andare, in quella casa dove oggi non riesci più a mettere piede senza sentirti nelle sabbie mobili.

Ti sento capire, ti sento scoprire e cambiare.

Ti sento, finalmente!

A te, che sei una luce che voglio vedere splendere, dedicherò le mie migliori parole qui, quando avrò bisogno di urlare consigli e piccole lezioni impartite dalla vita.

Buona rinascita, bentornato dal buio, fratellone!

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