La spalla

Non ricordo neanche più come riuscissi a sopravvivere a momenti come questo, prima.

Ero sola – felice e fiera di esserlo – convinta che la normalità fosse la solitudine e che trovare una persona con cui passare insieme la vita fosse opzionale, una scelta per persone deboli.

Mutuo casa, macchina, elettrodomestici rotti. Avevo una risposta a tutto questo, anche senza una spalla su cui contare.

L’idea di potermi rilassare pensando di non dover risolvere tutto da sola era così simile ad un miraggio, per lontananza e bellezza, che rifiutavo di concepirla.

Anche solo come ipotesi.

Non possiamo basare la vita sull’obbiettivo di trovare qualcuno che ci supporti e risolva quel che scombiniamo noi ma, caspita, quanto è salutare sapere che l’abbraccio di quella persona (e il suo aiuto, subito dopo) colmerà quel carico di rabbia e rassegnazione che ci investe appena una bomba ci esplode davanti.

No, non lo so come facevo prima…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*