Come scegliere la casa ideale?

Quando iniziai a fantasticare riguardo l’andare a vivere da sola, corsi su subito.it a guardare gli annunci di appartamenti disponibili nella zona di mio interesse.
Considerai di avvicinarmi al luogo in cui lavoravo, in rapporto al mio budget e alla quantità di oggetti che avrei portato con me.

La prima casa che visitai mi convinse perché, pur essendo un bivano, aveva un corridoio spazioso che mi concedeva di allestire una zona libreria indipendente dalla stanza da letto e dal salone.
Avevo fatto bingo, secondo me, ma, abitandoci, mi accorsi ben presto di numerosi difetti e problemi che non avevo considerato e sui quali non ho ragionato perché non mi ero concessa un confronto con altre abitazioni.

Quando, con mio marito, abbiamo pensato di acquistare casa – specialmente perché tra il pensarlo e il concludere i passi sono molto lunghi e complicati – ci siamo presi più tempo per decidere definitivamente a chi fare la nostra proposta d’acquisto.

Non so dire quante case abbiamo visitato prima di arrivare a questa ma, col senno di poi, so di aver scelto la migliore tra le opzioni.
Non ci siamo seduti a tavolino, è che il tempo passa per forza quando ci si addentra nella richiesta di un mutuo e, anche se si avesse fretta, c’è davvero tutto il tempo di ripensarci e cambiare direzione.
Abbiamo, inconsapevolmente, considerato diverse cose e siamo arrivati al meglio per noi.

Ieri sera sono incappata su un Instagram post di Ready Home Italia che esortava a parlare dell’angolo più antipatico di casa nostra: “Cosa non ti piace della tua casa?”, ci chiedeva.
Ho commentato e, mentre scrivevo, ho espresso un’idea che mi circolava in testa da tempo.
Pensandoci un po’ meglio, ho messo in luce diverse idee che credo siano utili da condividere perché possano aiutare a considerare aspetti importanti, senza entrare in dettagli esageratamente personali e incondivisibili.

Vediamo insieme quali sono i cinque punti da tenere ben chiari per evitare errori invalidanti nella scelta di una casa.


1. Esposizione

L’esposizione della casa riguarda il suo orientamento e, nello specifico,la posizione delle finestre in rapporto all’illuminazione solare nei diversi momenti della giornata.
L’appartamento di cui vi ho parlato sopra aveva finestre solo da un lato, oltre le quali si trovava uno stabile piuttosto imponente e, a qualsiasi ora del giorno, il sole non raggiungeva mai in modo soddisfacente gli interni.
Oltre al fatto che l’illuminazione naturale fosse scarsa, c’era l’inconveniente che – anche nei momenti di picco maggiore di sole – la temperatura interna era tendenzialmente bassa.
Comodo durante la torrida estate sarda, meno meno piacevole d’inverno.
Quando abbiamo visitato le varie case, in vista dell’acquisto, ho sempre maniacalmente osservato come si comportasse la luce all’interno in quel preciso momento e ragionato su cosa sarebbe successo nel momento opposto della giornata.
Quella che abbiamo scelto ha finestre ampie su entrambi i lati e, memorizzata la sua posizione, ho spesso fatto una capatina nei dintorni per capire dove battesse il sole di mattina e di sera.
Non ci siamo sbagliati, visto che tutto intorno è piuttosto libero, il sole riesce a penetrare negli ambienti interni senza problemi e non deve fare troppi slalom per raggiungere la posizione in cui si trovano le finestre.

2. Ampiezza

Avendo vissuto per anni – durante l’infanzia – in una casa sviluppata su quattro livelli, ho ben chiara l’idea di GRANDEEHH.
Con la famiglia, ci trasferimmo poi in un appartamento: bellissimo il passaggio da uno spazio tutto da riordinare e lavare ad uno essenziale e compatto.
Questa volta, però, non volevo basarmi su alcun eccesso: né troppo piccola, né troppo grande.
Credo che ampia ma essenziale sia la via di mezzo giusta.
Non consiglierei mai di scegliere una casa piccola perché “così è più comoda da tenere a bada” o di optare per un eptavano “così non si rischia di soffrire la claustrofobia”, si tratta di gusti molto personali.
È certamente utile considerare i piani che si hanno per il futuro: abbiamo in progetto di allargare la famiglia? c’è bisogno di una stanza che funga da studio per via del lavoro che svogliamo noi o il nostro partner?
Visto che acquistare casa prevede di avere un reddito cumulativo famigliare interessante, è quasi certo che questo provenga da due lavori.
Lavorare in due significa anche avere poco tempo per prendersi cura di un abitazione piena di angolini e anfratti che, volente o nolente, vanno puliti e riordinati regolarmente.
Il consiglio massimo è scegliere una casa ampia ma non dispersiva, che ospiti anche ambienti inutilizzati da subito, purché si conti di dare loro una destinazione importante nel futuro.

3. Autonomia/Intimità

Non sempre una casa indipendente è il meglio.
Conosco persone che amano l’idea di abitare nel centro della città, con tutto a portata di mano (e il traffico sotto la finestra, aggiungo io), dentro un appartamento.
Anche qui, sono gusti personali.
Ciò che è universale è l’intimità.
Nel famoso appartamento, le finestre si affacciavano sulla strada, ed ero al piano terra.
Intimità zero, finestre sempre sbarrate (anche le tende non erano particolarmente sicure, bastava un soffio di vento perché si scostassero mettendomi in vetrina quando seduta al tavolo, quando distesa sul letto).
Abitare in un appartamento in centro e non essere al piano terra è certamente comodo, indipendenti e sufficientemente lontani dalle case vicine è un’altra opzione molto piacevole.

4. Clima

In relazione al luogo nel quale si vive, accertarsi che la casa sia dotata di un sistema di riscaldamento e raffreddamento (o una predisposizione strutturale a tale fine) funzionanti, è importantissimo.
Se mancano, è bene ragionare subito sulla possibilità dell’installazione di una stufa a pellet o di uno split per l’aria condizionata.

5. Praticità

Per me, muri e corridoi sono claustrofobici: amo gli open space.
Ma anche questo non è un valore assoluto.
Pensare alle proprie preferenze e farsi condizionare da quelle è importante per non sentirsi mai scomodi tra le proprie mura.

In definitiva, i miei commenti sul post che ha scatenato cotanto papiro, mettevano in luce il fatto che, nel momento in cui ho mosso i passi verso l’acquisto, ho cercato di non commettere gli errori del passato e ho orientato la mia preferenza verso una casa che rispondeva alle esigenze che avevo capito fossero imprescindibili.

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