Mi chiamo Cinzia, ho 33 anni e, dopo aver lavorato negli ultimi dieci dietro il bancone di un bar, ho deciso di cambiare tutto.

Ho – più che altro – capito di doverlo fare, anche se non avevo focalizzato da subito il progetto perfetto e il mindset da adottare per non rischiare di fare passi a ritroso.

Ho raccolto un’opportunità offerta dalla mia più cara amica e sono partita alla volta di Bologna.

Con lei sono cresciuta, anche se ammetto che la nostra amicizia a distanza non è stata sufficiente a farmi cogliere il massimo potenziale che nascondeva l’averla incontrata.

Ma lei è sempre stata lì, anche quando dimostravo di non volermi applicare abbastanza per cogliere i suoi suggerimenti: ha alternato presenza e assenza, consigli e silenzi e ha aspettato il momento giusto per offrirmi, per l’ennesima volta, l’idea di lasciare la mia zona di confort e scoprire la vita.

Promettevo bene: sono sempre stata una persona creativa e appassionata.
Coglievo ogni sfida proposta dal mio cervello e, tra corsi di regia, fotografia, canto e applicazione da autodidatta in vari altri ambiti, sembrava che avrei potuto avere il mondo nelle mie mani appena avessi schioccato le dita e deciso una strada specifica.

Internet, la tecnologia web e la scrittura sono sempre state una costante: ci ho investito l’adolescenza e ho conosciuto Lei proprio così.

Ho trovato lavoro in aeroporto dieci anni fa, dopo aver già mosso alcuni passi nel settore turistico, e il contratto a tempo indeterminato in quel bar è stata una benedizione e una condanna per tutto il tempo successivo.

Amavo il volo, gli aerei, mi piaceva l’ambiente.
Ho volato con un pilota di aerei turistici, incontrato personaggi che fangirlavo da bambina, tatuato un aereo sul polso, sono stata sulla prima pagina del quotidiano locale per aver compiuto una buona azione che ha avuto dell’incredibile nonostante la sua ovvietà.

Anche lì dentro sono cresciuta e ogni giorno ha avuto il suo valore, ma è stato il luogo nel quale mi sono fermata e lasciato che le sabbie mobili mi divorassero.

Ho sbagliato io.

Ho poi perseverato inseguendo sogni immobili che mi hanno vincolata a quella certezza, che sapevo già di non voler più mantenere, e costretta a compiere ogni passo successivo con lentezza disarmante.

Appena scoprii internet mi piacque l’idea della pubblicazione interattiva di contenuti e credo di avere creato almeno una decina di blog diversi, per poi decidere nel 2010 – quando vivevo in Germania e scoprii il mondo del blogging professionale – di fondare il primo che ricordasse l’idea di questo che state leggendo.

Si chiamava Giornalista Chiacchierona e l’evoluzione del nome è coincisa con diversi piccoli e grandi cambiamenti di piattaforma, metodo espositivo e tencnologie usate.

Ho irrimediabilmente perso i primi due, contenenti articoli che avrei avuto piacere di rileggere, ma ho pensato di sfruttare questo restart per impostare tutto secondo la nuova me che è emersa nel lungo viaggiare.


Vogliamo continuare questo viaggio insieme?

Dai uno sguardo panoramico…
HOME

…oppure butta un occhio sulle Rubriche
RUBRICHE

…divertiti a scaricare freebie gratuiti
EXTRA

o, magari, vai un giro nella mia galleria Instagram
laCHIACCHIERONA